La pagina Servizi riunisce i componenti supervisionati che formano un'istanza Metnos. Per ciascuno mostra lo stato del processo, la salute applicativa, lo stato desiderato e i comandi ammessi. Il catalogo è chiuso: l'interfaccia non esegue unità o azioni arbitrarie.
| Indicazione | Significato |
|---|---|
| Installato | L'unità di servizio prevista è presente nel sistema; ciò non implica che sia attiva. |
| In esecuzione | Il supervisore rileva il processo o il timer nello stato operativo previsto. |
| Salute | Una verifica specifica per il componente conferma che risponde o che il suo stato applicativo è coerente. |
| Stato desiderato | Indica se Metnos si aspetta che il componente resti avviato o arrestato anche dopo la riconciliazione. |
Un processo attivo può risultare degradato se la verifica applicativa fallisce. Viceversa, un timer in attesa o un worker di LRE la cui funzione non sia abilitata possono essere sani proprio perché stanno aspettando. Prima di intervenire va quindi letto il messaggio di salute, non soltanto il colore dell'indicatore.
In Servizi → Controlli periodici l'amministratore può scegliere ogni quanti minuti controllare e, se necessario, ripristinare i servizi: 30 minuti per impostazione predefinita, da 5 a 1.440 minuti. La preferenza è persistente e non richiede riavvio o nuova certificazione. Un controllo già avviato termina normalmente; i successivi usano il nuovo intervallo. Il primo controllo dopo l'avvio dello stack parte dopo tre minuti.
La frequenza modifica soltanto la pianificazione: comandi, limiti e verifiche di sicurezza restano quelli del programma firmato. Il controllo completo libera la memoria al termine; il piccolo processo che attende la scadenza funziona anche quando l'interfaccia web non risponde. Arrestando lo stack si arrestano anche i controlli periodici.
Avvia rende operativo un servizio arrestato. Arresta interrompe un servizio attivo e ne aggiorna lo stato desiderato quando appartiene al ciclo di vita di Metnos. Riavvia arresta e avvia nuovamente un componente già attivo. Le azioni disponibili dipendono dal servizio, dalla sua collocazione e dallo stato osservato. L'assenza di un controllo segnala che l'azione non è disponibile in quel contesto e non autorizza a sostituirla con un comando esterno.
Il server HTTP è il piano di controllo che ospita questa stessa pagina: può essere riavviato dalla UI, mentre il suo arresto richiede una procedura indipendente. Dopo ogni comando la pagina si aggiorna periodicamente; il risultato può considerarsi verificato soltanto quando stato effettivo, salute e stato desiderato convergono.
LRE separa intenzionalmente il servizio supervisionato dall'abilitazione della funzione. Il worker può essere in esecuzione e sano, ma restare in attesa con LRE disattivato. Attiva LRE consente l'invio di nuovi lavori; disattivare la funzione impedisce nuove attività senza eliminare stato, cronologia o artefatti già registrati. In presenza di una configurazione non valida, il gate rimane chiuso.
Il pallino della scheda LRE indica la disponibilità della funzione: grigio quando è disattivata e lo stato è confermato; verde soltanto quando è abilitata e pronta; giallo durante il cambio di stato o quando la disponibilità non è verificata; rosso per errore del servizio o configurazione non valida. La stessa informazione è scritta accanto alla scheda: il colore non è l'unico segnale. Processo, salute tecnica e PID si trovano nei Dettagli tecnici. Verde non significa che un lavoro stia avanzando.
Prima di un riavvio. Controlla se sono in corso turni interattivi e leggi l'eventuale avviso della pagina. Un riavvio non è un semplice aggiornamento visivo: interrompe davvero il processo selezionato.
Il servizio browser usa Chromium per impostazione predefinita. L'amministratore può scegliere Camoufox per l'istanza su Linux x86_64: include mascheramento del browser e richiede un'installazione dedicata. La scelta non garantisce accesso a ogni sito o risoluzione dei CAPTCHA; un ostacolo non risolto richiede l'utente.
Quando compare il pannello CAPTCHA nella chat, completa la verifica nell'immagine della pagina, usa Aggiorna se cambia e premi Riprendi. Il pannello consente clic e scorrimento, conserva la sessione per dieci minuti e riprende la richiesta originale dopo la verifica dell'accesso. Annulla chiude quella sessione. I codici OTP vengono chiesti in un modulo separato. Se il CAPTCHA precede il modulo di accesso, Metnos inserisce le credenziali dopo Riprendi. Il riquadro nero protegge il contenuto del campo: non indica che sia vuoto.
Nei login in due passaggi, il campo mail può essere riconosciuto anche dal titolo del suo modulo, nella lingua della pagina: l'indirizzo non deve contenere la parola «login». Un normale modulo newsletter non basta; la destinazione delle credenziali deve comunque essere autorizzata. Eventuale testo già presente viene sostituito; prima dell'invio Metnos verifica che il campo contenga esattamente il valore salvato.
Dopo l’invio, Metnos attende un esito verificabile entro il tempo previsto. La scomparsa del modulo o il cambiamento di un cookie generico non bastano a terminare l’attesa. Le credenziali non vengono inviate di nuovo.
Dopo Riprendi, la risposta conserva il proprio riferimento di turno, gli esiti dei passi eseguiti e le eventuali immagini. Un accesso riuscito e una ricerca successiva interrotta rimangono distinguibili anche nella cronologia.
Per cercare tutti gli elementi, indica cosa cerchi, quali filtri applicare e quali dati mostrare: per esempio «tutte le fatture del 2026 con gli importi». Metnos segue pagine, archivi e dettagli pertinenti anche quando una pagina contiene soltanto elementi fuori periodo. Tornando a una sezione già visitata, rilegge i contenuti e verifica i collegamenti prima di esplorare le alternative: l’aggiornamento di un riquadro promozionale non interrompe la ricerca. La ricerca dispone di 96 azioni e cinque minuti attivi, esclusa l’attesa del tuo intervento. Se raggiunge un limite, indica che il risultato è parziale: non dichiara completa la raccolta.
Il campo del messaggio e i moduli nella chat si adattano alla larghezza della finestra quando la ridimensioni, mantenendo il testo già inserito.
Camoufox richiede inoltre una scelta esplicita per consentire i WebSocket: queste connessioni possono raggiungere destinazioni fuori dagli host approvati per la normale navigazione. L'opzione è disattivata per impostazione predefinita; con Camoufox il servizio si ferma se non è stata autorizzata. Restano i controlli sulle richieste HTTP, sulle origini delle credenziali e sui consensi. La scelta del motore richiede il normale riavvio autorizzato del servizio.