myclaw è un assistente che vive su un mini-computer in casa,
parla tramite Telegram e da terminale,
e sa fare cose al posto vostro chiedendo permesso quando serve.
Pensate a un maggiordomo che sta in cucina 24 ore su 24. Non esce di casa
senza chiedervelo, non spende soldi senza avvertirvi, non cancella niente che
non vi abbia fatto vedere prima. Ma se gli chiedete "scarica l'allegato della
mail di ieri e mettilo in Documenti", lo fa, e dice "fatto".
Non è un chatbot. Un chatbot risponde a domande. myclaw
agisce: scarica file, legge mail, scrive appunti, controlla il calendario,
riepiloga conversazioni. Risponde anche a domande, certo, ma la sua ragion
d'essere è fare piccole cose al vostro posto.
2. Sei scene dalla vita reale
Il modo più rapido per capire cosa fa è guardare qualche esempio. Le prime tre
sono reattive (voi chiedete, lui risponde); le altre tre mostrano invece le
cose più interessanti: quando agisce da solo a orari stabiliti, quando delega a
un altro agente di casa, quando si costruisce uno strumento nuovo.
Scena 1
"Riassumi le mail di oggi"
Roberto apre Telegram dal treno. Scrive al suo bot myclaw:
“Ciao, dammi il riassunto delle mail di oggi importanti”
myclaw legge l'inbox, scarta lo spam, raggruppa le mail per mittente e per
priorità, e risponde con 4-5 righe: "3 mail oggi: (1) avvocato
ti chiede il documento entro venerdì, (2) banca conferma bonifico, (3) tua
sorella sul pranzo di domenica. Vuoi che risponda a uno di questi?"
Nessuna approvazione richiesta: leggere mail è considerato
"sicuro" (myclaw non modifica nulla, non invia nulla).
Scena 2
"Rispondi tu all'avvocato"
Roberto, sempre dal treno:
“OK rispondi tu all'avvocato, digli che invio il documento entro giovedì”
myclaw compone la bozza, poi prima di inviare chiede conferma
mostrando il testo esatto:
✋ Posso inviare? A: studio.rossi@avvocati.it Testo: Buongiorno avvocato, confermo che invierò il documento entro
giovedì 24 aprile. Cordiali saluti, Roberto.
Roberto tocca "Sì, invia", la mail parte. Due secondi dopo: "Fatto.
Consegnata alle 11:34."
Scena 3
"Ricordati che domani è il compleanno di mamma"
Roberto, in cucina, dice al terminale:
“Domani è il compleanno di mamma. Scrivilo dove serve.”
myclaw aggiorna il calendario (con approvazione), aggiunge una nota in
MEMORY ("il compleanno di mamma è il 23 aprile"), e la mattina
successiva manda un messaggio su Telegram: "Oggi compleanno di mamma.
Vuoi che ti ricordi di chiamarla nel pomeriggio?"
Memoria di lungo termine: l'anno prossimo, stesso giorno,
saprà già.
Scena 4
"Ogni domenica alle 9, riassumimi la settimana"
Roberto, un sabato sera, scrive una volta sola a myclaw:
“Da ora in poi, ogni domenica mattina alle 9, mandami su Telegram un riassunto della settimana: mail importanti non risposte, scadenze nei 7 giorni, spese notevoli, cose che avevo promesso di fare.”
myclaw conferma: "Ok, ho messo un promemoria ricorrente. La prima volta è domenica 26 aprile. Se voglio provare ora?".
La domenica successiva, alle 9:02, arriva un messaggio spontaneo:
☕ Buongiorno. Riassunto settimana 20–26 aprile
• Mail non risposte: avv. Rossi (documento lunedì), cugino Luca (battesimo)
• Scadenze prossime: bolletta luce 29/4, visita medica 2/5
• Spese notevoli: €312 hardware casa (mer 23)
• Promesse da chiudere: prenotare hotel Roma, chiamare mamma
Vuoi che ti prepari bozze di risposta per le due mail?
Azione proattiva: myclaw si è svegliato da solo, ha lavorato
in background, vi ha trovato. La cosa è possibile perché al momento della
richiesta iniziale avete dato via libera per questa specifica attività ricorrente.
Niente arriva spontaneo senza che gli abbiate detto sì almeno una volta.
Scena 5
"Chiedi alla casa se la lavatrice è finita"
Sabato pomeriggio, Roberto dalla poltrona:
“Senti la casa, dille di controllare se la lavatrice al piano di sotto ha finito il ciclo, e se sì di avvisarmi quando torno in cucina.”
Qui succede una cosa interessante: myclaw non controlla lui
la lavatrice. La domotica di casa (sensori, interruttori, elettrodomestici) è
compito di un altro agente — l'assistente domotico — che
vive sullo stesso mini-computer e parla con la rete di casa. myclaw delega:
myclaw → casa: "status lavatrice_bagno" casa → myclaw: "ciclo terminato alle 14:07, consumo 0.42 kWh" myclaw → casa: "notificami presenza_cucina(roberto)" myclaw → Roberto: "La lavatrice ha finito alle 14:07.
Ti avviserò quando rientri in cucina."
Principio generale: myclaw non riscrive mezza casa digitale.
Lavora con gli altri agenti specializzati che già ci sono. L'assistente domotico
per la voce e i sensori, myclaw per mail, file, appuntamenti. Si parlano tramite
un protocollo comune, come due colleghi in azienda.
Scena 6
"Fammi uno script che ordina le foto per data"
Roberto ha 2.400 foto scaricate dal telefono in ~/Immagini/raw/,
nomi tipo IMG_4812.JPG, date solo nei metadati EXIF. Chiede:
“Nella cartella Immagini/raw ho 2.400 foto. Mettile in sottocartelle 2025-03, 2025-04, ... in base alla data di scatto. Non toccare l'originale: copiale.”
myclaw capisce che serve uno script, lo scrive (Python + exifread),
e prima di eseguirlo vi mostra:
✋ Posso eseguire? Script:~/Immagini/.myclaw/sort_by_date.py (42 righe) Cartella sorgente:~/Immagini/raw/ (read-only) Cartella destinazione:~/Immagini/ordinate/ (nuova, da creare) Operazione: copia, non sposta né cancella Sandbox:supervised (no rete, no altri path)
[ Sì, esegui ] [ Fammi vedere lo script ] [ Annulla ]
Roberto clicca "Sì", lo script gira dentro una sandbox (non può toccare
altro che quelle due cartelle, non può andare su internet), e 90 secondi dopo:
"Fatto. 2.403 foto copiate in 18 sottocartelle da 2023-01 a 2026-04.
Le originali sono intatte.".
Cosa è importante qui: myclaw non ha "un comando per
ordinare foto". Ne ha scritto uno al momento, sotto la supervisione
della sandbox, per quella singola richiesta. Se domani gli chiederete di
fare lo stesso su un'altra cartella, può riusare lo script; se le foto
fossero in formato diverso, ne scriverà un altro.
3. Dove vive e come si parla con lui
myclaw gira su un mini-computer Ubuntu che sta in casa (nel salotto, in
cantina, sotto la TV — non è grosso). Non serve internet per parlargli se
siete in casa; serve per le cose che chiedono servizi esterni (Drive, mail).
Ha due volti. Stesso cervello, due superfici.
Il volto da telefono: Telegram
Figura 1 — Cosa vedete in Telegram. Lo stile è un'app di chat normale: testo, risposte a bolletta, bottoni sotto alle richieste di conferma. Niente comandi da imparare.
Il volto da casa: terminale
Chi ama il computer può parlargli da una finestra di terminale, e vedere
quello che sta facendo in tempo reale. Per chi preferisce Telegram, questo
non serve mai.
Figura 2 — Lo stesso cervello, visto da un terminale. Le righe grigie in corsivo mostrano cosa sta facendo myclaw "dietro le quinte": è utile se volete capire, ignorabile se non vi interessa.
4. Cosa succede quando scrive "posso?"
Il pezzo di design più importante, per un utente. Ogni volta che myclaw sta per fare qualcosa che cambia lo stato del mondo (inviare una mail, scrivere un file, spendere soldi), prima si ferma e chiede. Non è un bug: è il suo meccanismo di sicurezza numero uno.
1
Capisce l'intento. Legge il vostro messaggio e decide cosa va fatto (es. "inviare mail a Rossi").
2
Prepara l'azione. Scrive la mail nella sua memoria interna, ma non la invia. Se si tratta di scaricare un file, lo calcola ma non lo scrive ancora.
3
Chiede conferma. Vi mostra cosa farà, dove, e con bottoni "Sì / No / Modifichiamo".
4
Esegue solo dopo "Sì". Se non rispondete entro il tempo giusto (2 minuti su Telegram, 30 secondi da terminale), l'azione scade: non la fa. Niente agisce "di nascosto".
5
Conferma l'esito. Dice "fatto" oppure "fallito, motivo: X". Tutto finisce registrato in un registro a sola scrittura: potete sempre rileggere ieri, la settimana scorsa, sei mesi fa.
Troppi "posso?" vi danno fastidio? Normale. Per cose che rifate
spesso, myclaw impara: la prima volta chiede, la seconda chiede con "ok per
le prossime volte simili in 30 minuti?" e se dite sì, smette di chiedere per
mezz'ora. Se cambia canale (siete davanti al computer invece che al telefono),
riparte da zero: contesti diversi = discrezione diversa.
5. La sua memoria: cosa ricorda e cosa no
myclaw ha una memoria a tre strati. Non è magia, sono tre file/tabelle con ruoli diversi.
Figura 3 — La memoria. A sinistra, il caldo e volatile; a destra, il freddo e permanente.
Il dettaglio che conta: myclaw non promuove mai da solo un
fatto a "memoria lunga". Una volta al giorno (alla sera) propone: "ho
notato che oggi parlavi spesso dell'avvocato Rossi: lo salvo come tuo contatto
abituale?". Voi dite sì o no. La memoria lunga si costruisce così, non
surrettiziamente.
6. Come cresce: nuovi strumenti quando servono
myclaw non nasce "onnisciente". Nasce con una cassetta degli attrezzi limitata
(leggere file, mandare mail, scaricare allegati, qualche altro tool) e impara
ad ampliarla.
L'idea è semplice, ma potente: quando gli chiedete qualcosa che non sa
fare bene (o non sa fare del tutto), invece di arrendersi, propone di
costruirsi un nuovo strumento. Uno script, un piccolo wrapper,
una ricetta riutilizzabile. Vi mostra cosa sta per creare, voi date l'OK, e da
quel momento quel pezzo entra nella sua cassetta.
1
Prova con gli strumenti che ha. Se un task fallisce o
è troppo lento, se ne accorge.
2
Propone un nuovo "attuatore". "Mi accorgo che ogni volta
che mi chiedi di archiviare le fatture faccio 6 passaggi a mano. Posso
crearmi uno strumento archivia_fattura che li fa in uno?"
3
Voi approvate (o no). Se sì, myclaw scrive il nuovo tool,
lo testa in sandbox, lo aggiunge. Se no, lo dimentica. L'iniziativa è sua,
il controllo è vostro.
4
Tiene quelli che funzionano. I tool che usate spesso con
successo restano. Quelli che non usate mai, o che sbagliano, vengono
proposti per la rimozione.
Analogia biologica. È come un cervellino che costruisce
sinapsi nuove davanti a problemi ricorrenti, e ne lascia morire di
vecchie quando non servono più. Il documento
Neuroni, Sinapsi e Memoria
racconta come funziona per davvero, con esempi. Per ora basta sapere che
myclaw non resta fermo alle capacità del primo giorno.
7. Cosa sa fare, cosa non farà mai
✓ Cose che sa fare (o saprà fare presto)
Leggere e riassumere le mail, proporre risposte
Cercare file sul computer di casa, estrarre dati da PDF e documenti
Scaricare allegati dai servizi cloud (Drive, Dropbox)
Gestire il calendario: aggiungere, rilevare sovrapposizioni, proporre spostamenti
Tenere la lista della spesa / di cose da fare
Rispondervi a domande su ieri, la settimana scorsa, mesi fa
Ricordare compleanni, anniversari, scadenze
Leggere il web quando serve (meteo, treni, notizie specifiche)
Briefing proattivi: mandarvi messaggi spontanei a orari stabiliti (mattino, domenica, fine mese)
Delega alla domotica: chiedere all'assistente di casa di controllare sensori, luci, elettrodomestici
Uso da più familiari: vostra moglie / i figli possono avere un loro canale, con permessi diversi dai vostri
Rispondervi anche da fuori casa, via tunnel sicuro (opzionale, disattivabile)
Scrivere ed eseguire piccoli script in sandbox, per compiti ripetitivi
Costruirsi nuovi strumenti quando i suoi non bastano (sempre con vostra approvazione)
✗ Cose che non farà mai
Agire su internet senza il vostro OK esplicito
Spendere soldi oltre 5€ in una giornata (tetto duro)
Inviare messaggi a persone non esplicitamente in whitelist
Cancellare file senza mostrarveli prima
Uscire di casa (non controlla serrature, allarmi, auto)
Leggervi i dati privati senza averli ricevuti da voi
Modificare le proprie "Leggi" (sono Merkle-firmate, blindate)
Le 4 Leggi. myclaw opera sotto 4 regole che non può
riscrivere da solo: (0) resta nel perimetro deciso, (1) non fare male,
(2) obbedisci solo a istruzioni consapevoli, (3) lascia sempre traccia di
tutto. Sono scritte in un file firmato digitalmente: se qualcuno lo altera,
myclaw non parte. È la cintura di sicurezza del sistema.
8. Come si inizia (in pratica)
La partenza reale richiede un pomeriggio. I pezzi sono:
Il mini-computer. Un Intel N100 da ~150 euro è più che sufficiente. Silenzioso, consuma 6-8W.
Ubuntu + installer. Un installer guidato configura tutto (la parte da utente finale è solo rispondere a due-tre domande).
Primo accoppiamento Telegram. Si scansiona un codice dal cellulare, e il cellulare viene "appaiato" al vostro mini-computer. Tutto resta in famiglia: Telegram serve come canale, non come cervello.
I primi tre file di personalizzazione. Un file con chi siete ("mi chiamo Roberto, vivo a X, la mia sveglia è alle 7"), uno con i vostri contatti ("mio avvocato è studio.rossi@…"), uno con cose da sapere ("gli allegati lavoro vanno in ~/Documenti/lavoro/"). Si scrivono in 10 minuti, si modificano in ogni momento.
Modalità principiante. Si parte in "supervised": chiede conferma per tutto. Dopo 10-15 giorni, quando avete preso confidenza, sbloccate "autonomy full" su cose specifiche (es. "puoi leggere mail senza chiedere").
Tempo stimato al primo "wow". Un'ora per l'installazione,
un'altra per la prima scena utile (tipicamente "riassumimi le mail"). Le cose
interessanti, invece, arrivano dopo 2-3 settimane, quando la memoria ha
cominciato a sapere chi siete.